Inflazione: Confesercenti, si conferma fase resiliente, nonostante endemica incertezza fortemente condizionata da fattori esogeni

Bene confronto Ministero delle Imprese e del Made in Italy e associazioni distribuzione per impegno condiviso su trasparenza prezzi e contrasto fenomeni speculativi
 
SI conferma una fase resiliente e di tenuta complessiva del sistema distributivo rispetto alle tensioni energetiche e al conflitto in Iran, come dimostra il dato definitivo diffuso da Istat sull’inflazione, che per aprile indica un tasso al 2,7% su base annua, in lieve riduzione rispetto alla stima preliminare del 2,8%, seppur all’interno di un quadro che resta esposto a forti fattori di instabilità esterni, in particolare sul versante energetico e delle materie prime.
Così Confesercenti in una nota.
In questo contesto, infatti, meritano attenzione le indicazioni della BCE, che segnalano un aumento delle aspettative di inflazione nel breve termine. È un elemento che invita alla prudenza: il rallentamento rispetto alla stima provvisoria è positivo, ma non può essere interpretato come un definitivo superamento delle tensioni sui prezzi. È necessario, invece, continuare a monitorare con grande attenzione l’andamento dei costi e i possibili effetti sulle famiglie e sulle imprese.

Va nella direzione giusta, in questo senso, il confronto svoltosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy con le associazioni della distribuzione, che ha portato a un impegno condiviso sulla trasparenza della dinamica dei prezzi e sulla prevenzione di possibili fenomeni speculativi. La disponibilità a lavorare congiuntamente per evitare ulteriori aumenti dei costi, rappresenta un segnale importante di responsabilità verso i consumatori e di tutela del potere d’acquisto delle famiglie, anche se le maggiori criticità provengono dall’esterno: si consideri che i livelli attuali dei prezzi internazionali dell’energia aggiungono ben 0,7 punti all’inflazione e ne sottraggono 0,2 alla crescita del Pil, situazione che è destinata a peggiorare se non si risolverà in modo chiaro la crisi dello stretto di Hormuz.

La fase attuale conferma, dunque, elementi di resilienza, ma richiede al tempo stesso continuità nell’azione di vigilanza, collaborazione lungo tutta la filiera distributiva e misure capaci di consolidare la stabilità. L’obiettivo deve restare quello di accompagnare il rafforzamento dei consumi e sostenere le imprese e le famiglie.

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